È arrivato il momento del punto più affascinante del nostro Knit-A-Long!
Se stai seguendo il nostro KAL Coperta Afghan fin dall’inizio, sai già quanto ogni appuntamento porti con sé una nuova sfida, un nuovo punto da imparare e un nuovo tassello da aggiungere alla nostra coperta. Ma questo terzo appuntamento è davvero speciale: oggi lavoreremo insieme la terza piastrella, quella del Pizzo Tradizionale, un punto elegante e raffinato che darà alla nostra coperta un tocco di grande artigianalità.
Cos’è un KAL e perché unirsi è una scelta straordinaria
Per chi non lo sapesse ancora, KAL è l’abbreviazione di Knit-A-Long, letteralmente “lavorare a maglia insieme”. Si tratta di una meravigliosa tradizione del mondo del knitting in cui una community di appassionati segue lo stesso schema, si confronta, condivide i propri avanzamenti e si sostiene a vicenda lungo il percorso. Il KAL della Coperta Afghan è pensato proprio così: ogni appuntamento ci porta a realizzare una nuova piastrella con un punto diverso, e alla fine assembleremo tutto in una coperta unica, personalizzata con i nostri colori preferiti.
Il knitwear ha una lunga tradizione di condivisione: le tecniche si tramandano di generazione in generazione, e oggi grazie al web e alle community online questo patrimonio si è moltiplicato in modo straordinario. Partecipare a un KAL significa entrare in contatto con questa tradizione viva, fatta di persone reali che condividono la stessa passione per i ferri e per la lana.
La protagonista di oggi: la Lana Nordica
Per questa coperta afghan utilizziamo il filato Nordica, un filato worsted di grande qualità, morbido e resistente, perfetto per mettere in risalto i dettagli dei punti lavorati ai ferri che andremo ad affrontare nel corso di questo KAL. Si tratta di uno di quei filati pregiati che rendono ogni lavoro speciale: una consistenza uniforme che scorre sui ferri in modo fluido, colori intensi e profondi che esaltano qualsiasi motivo tu scelga di lavorare.
Per la terza piastrella servirà un gomitolo da 100 g del colore che hai scelto per questa sezione della coperta. I ferri consigliati sono quelli da 4,5 mm (US 7), e il campione di riferimento è di 20 maglie e 27½ ferri ogni 10 cm, lavorato a punto fantasia. Il quadrato finito misurerà 20 × 20 cm, come tutte le altre piastrelle della coperta.
Il cuore della piastrella: gettati e maglie lavorate insieme
Il Pizzo Tradizionale è uno di quei punti che, a prima vista, può sembrare intimidatorio, ma che in realtà si rivela logico e soddisfacente da lavorare. Il segreto sta nei gettati — aumenti decorativi che creano piccoli fori nel tessuto — e nelle maglie lavorate insieme, ovvero le diminuzioni che bilanciano il numero di maglie e danno forma al motivo geometrico.
Questa combinazione di gettati e diminuzioni è alla base di buona parte del pizzo tradizionale ai ferri, ed è uno dei principi fondamentali del knitting creativo. Ogni gettato apre uno spazio, ogni diminuzione lo compensa: il risultato è un tessuto traforato e strutturato allo stesso tempo, con un effetto visivo di grande impatto.
Ecco come si sviluppa la sequenza del motivo per questa piastrella:
Si avviano 41 maglie con i ferri da 4,5 mm. I primi sette ferri si lavorano tutti a diritto, creando un bordo in maglia rasata che stabilizzerà il bordo inferiore del quadrato.
Dall’ottavo ferro in poi, tutti i ferri pari (il rovescio del lavoro) seguono uno schema semplice: 1 maglia diritto, poi rovescio fino all’ultima maglia, 1 maglia diritto. Questo crea una cornice pulita sui lati del lavoro.
Il ferro 9 introduce per la prima volta il motivo del pizzo. Qui incontriamo tutte le tecniche chiave: il gettato, la maglia passata senza lavorarla, la maglia diritto su cui si accavalla la passata (che crea una diminuzione inclinata a sinistra), le maglie diritte, e infine le “2 maglie diritto insieme” (diminuzione inclinata a destra). Questa sequenza, ripetuta da un asterisco all’altro, disegna le prime “V” del pizzo.
I ferri 11 e 13 spostano le sequenze di gettati e diminuzioni, facendo “camminare” il motivo e creando quella caratteristica forma a chevron o a losanga tipica del pizzo tradizionale. Il ferro 14 chiude il giro con il solito ferro pari rovesciato.
Questi 14 ferri costituiscono il motivo completo, che va ripetuto altre tre volte per raggiungere l’altezza necessaria. Si conclude con un ferro tutto diritto e altri sei ferri a maglia rasata prima di chiudere le maglie.
Creatività e personalizzazione: fai tua la coperta
Una delle cose più belle di questo KAL è la libertà che lascia alla creatività di ciascuna. Nella documentazione del progetto trovi ben tre diagrammi di distribuzione dei colori: puoi scegliere una versione con 5 colori (4 colori per le piastrelle più 1 per il bordo), oppure osare con ben 9 colori (8 piastrelle più bordo) per una coperta vibrante e arcobaleno.
La piastrella punto 3 — quella del Pizzo Tradizionale — appare ben cinque volte nel diagramma dell’intera coperta, distribuita in posizioni strategiche per equilibrare il disegno complessivo. Significa che il punto che stai imparando oggi avrà una presenza importante nel risultato finale: ancora più ragione per prendersi il tempo di capirlo bene e godersi il processo.
Consigli pratici per affrontare il pizzo ai ferri
Lavorare punti con gettati e diminuzioni richiede un po’ di attenzione in più rispetto alla semplice maglia rasata, ma non lasciarti scoraggiare. Ecco alcuni suggerimenti per affrontare al meglio questa terza piastrella:
Conta sempre le maglie a fine ferro: con i gettati che aumentano e le diminuzioni che tolgono, è facile perdere il filo. Dovresti sempre ritrovarti con 41 maglie. Usa un segnapunto ogni 8 maglie per tenere traccia più facilmente della ripetizione.
Lavora con una buona luce: i fori del pizzo sono piccoli e i gettati possono nascondersi tra le maglie vicine. Una luce chiara ti aiuterà a non saltarne nessuno.
Non stringere troppo: una trama troppo tesa può rendere i gettati appena visibili. Cerca una tensione media, quella che il tuo campione suggerisce.
Scegli un filato che mostri il punto: i filati pregiati con superficie liscia e tinta unita, come la Nordica di questo progetto, sono ideali per valorizzare il pizzo tradizionale. Filati molto pelosi o multicolore tendono a nascondere i dettagli.
Un punto, una storia
Il pizzo ai ferri è una delle tecniche più antiche e nobili del knitwear europeo. Dalle isole Shetland alle valli alpine, ogni cultura ha sviluppato il suo vocabolario di gettati e diminuzioni, dando vita a motivi tramandati per secoli. Lavorare questo punto significa quindi non solo creare qualcosa di bello, ma anche connettersi con una tradizione lunga e ricca.
E questo è esattamente lo spirito del nostro KAL: ogni piastrella non è solo un quadrato di lana lavorata, ma un piccolo mondo di tecnica, storia e creatività personale. Insieme, tutte le piastrelle formeranno qualcosa di unico — la tua coperta, con i tuoi colori, le tue mani, la tua storia.
Ci vediamo al prossimo appuntamento!
Condividi la tua terza piastrella nei commenti o nei gruppi dedicati al KAL: vedere i progressi di tutti è una delle emozioni più belle di questa avventura collettiva. E se hai domande sul Pizzo Tradizionale, sul conteggio delle maglie o sulle tecniche di gettato, non esitare a chiedere: siamo tutti qui per imparare e crescere insieme.
Ora scarica qui il pattern ed inizia a creare con noi: PUNTO3.KAL.COPERTA.NORDICA
La prossima piastrella ti aspetta — e con lei, un nuovo punto, nuove sfide e nuova soddisfazione. Buon knitting a tutte! 🧶
